Domande ad un aspirante scrittore

Domande ad un aspirante scrittore

Aggiornamento: pensando che le interviste possano in qualche modo dare visibilità a coloro che scrivono, tuttavia mi sono reso conto che in realtà non sono poi così interessanti. Con altri autori ho quindi intrapreso la via del guest post, con il quale si riesce in maniera più efficace a farsi conoscere e perché no, fare un minimo di pubblicità ai propri lavori.

Pertanto stop alle interviste asettiche! Se tuttavia non te la senti di scrivere un guest post, ti invito comunque a rispondere direttamente nei commenti alle cinque domande generiche che seguono. In alternativa puoi contattarmi per trovare insieme un argomento valido e attinente al blog, per scrivere un guestpost e farti conoscere più approfonditamente: un vero e proprio “saggio” (o assaggio) di te ai lettori. In ogni caso sei il benvenuto e ti aspetto!

Visto che ancora nessuno mi ha contattato per farsi intervistare e non ho avuto il coraggio di propormi come intervistatore ad alcuni autori italiani che seguo e vorrei conoscere meglio, ho pensato di fare alcune domande ad un ipotetico aspirante scrittore.

Intendiamoci, niente di troppo serio o stravagante; diciamo solo alcune semplici domande per inquadrare la propria area di interesse e le proprie aspettative. Non voglio farla troppo lunga, come capita di solito, per cui ecco l’elenco delle domande:

  1. In quale genere letterario vorresti cimentarti?
  2. Quante storie, romanzi, racconti, libri o ebook hai scritto finora?
  3. Vorresti essere pubblicato da una casa editrice, oppure preferiresti rimanere indipendente?
  4. Tra vendere e far leggere il tuo libro, cosa sceglieresti?
  5. Libro cartaceo o ebook?

Sarei davvero molto curioso di conoscere le risposte di tutti coloro che ogni giorno passano da queste parti, e magari avviare una discussione costruttiva e prolifica proprio con te che stai leggendo.

Se non hai fretta, lascia pure un commento con le tue risposte, sarò ben lieto di leggerle… altrimenti ripassa quando hai più tempo!

4 commenti

Cosa ne pensi
  • Rispondo anche io!
    Dunque…

    In quale genere letterario vorresti cimentarti?
    In tutti quelli che attirano la mia attenzione, inclusi i Paranormal Romance!
    Non mi ci vedo a scrivere sempre e solo di un genere: nelle mie storie ne mischio almeno un paio. Amo le commistioni.

    Quante storie, romanzi, racconti, libri o ebook hai scritto finora?
    Ah, parecchi! Ma ne ho completati solo due ^^; Due romanzi brevi. Per il resto, ho una cartella immensa nel mio pc, piena di racconti e romanzi iniziati, portati anche discretamente avanti, e mai conclusi. Questa cartella me la porto dietro dal 2005, circa, da quando ho iniziato a scrivere; mi ha seguita nel cambio di non meno di cinque portatili e a dicembre traslocherà nel mio primo pc desktop. Spero di non perdere altra roba…

    Vorresti essere pubblicato da una casa editrice, oppure preferiresti rimanere indipendente?
    Indipendente!
    Pubblicazione con CE in un solo caso, se la cosa dovesse andare in porto. E sempre che non mi vengano imposti determinati ultimatum, altrimenti ciccia: non tengo alla pubblicazione con CE abbastanza da chinare il capo di fronte a certe imposizioni. L’autore ha tutti i diritti di pretendere rispetto, anche se si tratta di un pinco pallino alla prima pubblicazione, ma l’impressione che ho è che non ne riceva granché.

    Tra vendere e far leggere il tuo libro, cosa sceglieresti?
    Se qualcuno leggerà i miei romanzi sarà perché li avrà acquistati. A parte i miei betalettori: già devono sorbirsi due, tre letture della stessa storia, poveretti… Hanno diritto alla copia gratis, all’altarino e alla statua in platino e pietre preziose 🙂

    Libro cartaceo o ebook?
    Ebook. Ma se mi venisse chiesto il cartaceo mi organizzerei per accontentare i miei lettori.

    • Grazie anche a te Sam!
      Molto interessante vedere come la pensano altri autori emergenti… questo però non vi salverà da future interviste, più in là nel tempo 😀

  • 1. Mi cimento in qualsiasi genere letterario, con risultati più o meno soddisfacenti. Diciamo pure che sono molto versatile. In ogni caso preferisco evadere dai generi e restare ben ancorato alla Letteratura classica, guardando ad autori quali Boccaccio, Pirandello, D’Annunzio, Arpino, Pavese, Fenoglio, etc. etc.

    2. Ho scritto troppo davvero. Ho un archivio di storie impressionante, senza parlare poi delle poesie. Ma non sono un poeta né mi ritengo tale. Purtroppo ho dei limiti e nonostante qualcuno ami le mie poesie, io però so bene che valgono poco o niente. Soltanto qualche lirica si salva.

    3. Mah! Amo essere con un editore che non mi censura e che rispetta il mio lavoro, senza chiedermi di operare cesure o di rendere più commerciale ciò che scrivo.

    4. Sicuramente “far leggere” il mio libro. Un libro che viene letto da più persone, va da sé che ha più possibilità di essere venduto e di rimanere nel tempo, perché opera sempre attuale e non scritta a tavolino per seguire la moda del momento. Le mode muoiono presto e vengono dimenticate; i libri veri, quelli con della sostanza, si vendono sempre.

    5. Libro cartaceo. L’e-book non riesco a leggerlo, mi distraggo, mi perdo. Il libro cartaceo e tutt’altra cosa, anche per i meccanismi psicologici che si innescano durante la lettura. E: amo scrivere ancora con la macchina per scrivere, perlomeno quando scrivo sul serio. Scrivere con la penna, la macchina per scrivere o con un programma di videoscrittura, porta l’autore a risultati nettamente diversi.

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