Per diventare scrittori, bisogna essere anche lettori?

Diventare scrittori: è necessaria la lettura?

Lo scrittore o aspirante tale, deve essere anche un lettore? Ovvero, per diventare un bravo scrittore è strettamente necessario essere un avido lettore? È vero che uno dei consigli più ripetuti agli scrittori è quello di leggere, ma è giusto pensare che lettura e scrittura siano intimamente connessi?

Lo scrittore deve possedere il talento di saper emozionare e coinvolgere il lettore, attraverso la propria scrittura. Ma la mera lettura,  quanto contribuisce realmente creare questo tipo di trasporto nel lettore? Alcuni scrittori trovano ispirazione ad esempio nella musica o nei film, e sono perfettamente in grado di articolare storie appassionanti e coinvolgenti, che catturano il lettore a lo inducono a proseguire nella lettura, pagina dopo pagina.

 La scrittura sta alla lettura, come…

Mi è capitato di leggere di alcuni autori che si annoiano da morire a leggere, e lo trovano alquanto dispendioso in termini di tempo e concentrazione. Tuttavia scrivono: scrivono grazie all’ispirazione che traggono dalle proprie esperienze di vita quotidiana,  dal mondo che li circonda, dalle persone che frequentano. In fin dei conti a non tutti piace leggere.

Per diventare scrittori, bisogna essere anche lettori?

Dopo queste brevi considerazioni, leggendo un ulteriore post sull’argomento, mi sono posto la stessa domanda: personalmente leggo parecchio, ma allo stesso tempo guardo molti film e soprattutto serie TV; ascolto spesso la radio e sono amante della musica, e da ognuna di queste attività prendo spunto per le mie storie. In definitiva non nego che la lettura abbia un ruolo importante nella scrittura, ma forse non è così determinante come in realtà potrebbe apparire.

Te invece, cosa ne pensi?

21 commenti

Cosa ne pensi
  • Ciao, trovo interessante questo post, se guardi in internet ci sono le varie statistiche in cui siamo un paese di scrittori ma non di lettori. Approvo pienamente il commento di Francesca Lia e Gianluigi, i libri se analizzati con cura e metodo, quindi nelle parti principali di cui un testo è formato, sapendo leggere tra le righe possiamo acquisire/rubare segreti importanti. Come descrivo nel corso, che uscirà prossimamente per aspiranti scrittori, dimentichiamo 2 fattori essenziali (il terzo è la lettura) e uno fondamentale. Definisco brevemente: 1-saper leggere in maniera consapevole, 2-conoscere la grammatica, almeno le basi, altrimenti non sappiamo decifrare il libro letto e 3-un buon vocabolario al fianco. Non viene mai tenuto conto di una parte fondamentale della scrittura, l’introspezione. Se nella lettura mettiamo un pò di introspezione mettendo a confronto il nostro stile con quello dell’autore del libro, noto o meno, allora lì avremo una crescita sostanziale del nostro modo di scrivere. Poi tutto serve come idea, dai film al resto basta saperla decifrare. Volevo essere breve ma nemmeno stavolta ci sono riuscito 😉

  • L’arte è una creatura autonoma che vive dentro di noi. Non puoi addomesticarla ed ha i suoi “raptus creativi” che ti prendono il cuore e la mente. La mano si limita ad eseguire. Per me, che sono credente, è la “scintilla di Dio”, la prova che l’uomo è stato creato per fini superiori. Potrò sembrarle una fanatica, ma non è così. Il mio pensiero è molto più razionale di quanto si creda. Un saluto.

  • UN CUORE IN OSTAGGIO (inedito)
    Le bottiglie vuote di liquore erano allineate sul tavolo del salotto.
    Ogni giorno se ne aggiungeva una, ma io non le contavo più.
    Mi mossi istintivamente sul divano, per sottrami a quel dolore cupo che da due mesi mi devastava, lasciandomi ansante e disperato, fradicio delle mie lacrime…
    I QUATTRO ANELLI (inedito)
    Milena sorrideva, ammiccando involontariamente con l’occhio offeso. Io mi godevo il panorama dal suo terrazzo: la bella strada ampia e pulita, i davanzali fioriti e la tenera immagine di un nipotino col nonno…L’alba della vita e il tramonto…Ma non era di questo che lei mi parlava, ciarliera come sempre…
    LA LETTERA DEL NONNO (storia vera e inedita)
    Cara nipotina, ricordi quando mi chiamavi “il nonno triste” e mi chiedevi se c’è un posto dove si vendono sorrisi? Volevi comprarne uno per me. Eri troppo piccola, allora, ed io non potevo spiegarti che le fiabe della vita non sono sempre a lieto fine…Quando accade, si chiamano miracoli…
    E POTREI CONTINUARE PER ALMENO ALTRI CENTO racconti e romanzi. Giudica tu: ti sembra che io abbia bisogno di un correttore di bozze? Non è accaduto neppure per quelli pubblicati. Io dico sempre che Giotto era un pastorello che si serviva di un carboncino nero e della superficie liscia di una pietra per esprimere il suo talento. Chi sa scrivere , non ha bisogno di essere dotto e nemmeno di leggere tanto: lo scrittore è “l’impressionista della parola”. Gli bastano poche “pennellate” per comunicare ciò che ha dentro. Io la penso così.

    • Ciao Maria,
      lungi da me giudicare… non ne ho le competenze, e per mia natura esterno davvero raramente i miei giudizi, ma senz’altro ti ringrazio per aver lasciato i tuoi inediti sul mio blog… Ho una curiosità: li hai scritti di getto?

  • Non ho bisogno di leggere per sapere cosa devo pensare. So farlo da sola. Amo scrivere. I rudimenti della mia cultura sono serviti soltanto ad esprimere graficamente ciò che sento. La MIA risposta, dunque, è NO, non è necessario leggere per saper scrivere. il talento ha una sua anima e gli basta poco per emergere.

    • Ciao Maria,
      ti ringrazio per il tuo punto di vista… quindi ricapitolando, secondo te non è necessario leggere per saper scrivere, in quanto c’è di mezzo anche il talento; a questo punto sarei davvero curioso di conoscere le risposte di alcuni dei precedenti autori al tuo commento, che non discernono il binomio lettura-scrittura 😉

  • Un mio racconto inedito comincia così: “ho due passioni: la musica e la scrittura . I miei “libri” sono gli esseri umani, una fonte d’ispirazione inesauribile, per i miei racconti”. Ecco come la penso. Non ho una formazione umanistica ma ho già pubblicato un libro insieme a mio figlio (DIAPOSITIVE di Cornetta Maria e Dicuonzo Antonio). Conto di ripetere l’esperienza, con una raccolta di storie vere e di romanzi che attingono a diversi generi letterari. La mia grande maestra, a parte i necessari strumenti culturali (pochi) che posso vantare? E’ L’ESPERIENZA. Mi piace raccontare la vita…L’arte del viandante…La chiamo così.

    • Ciao Maria e benvenuta,
      trovo assolutamente netta la tua posizione che per altro condivido; scrivere senza leggere non dico sia impossibile, ma sicuramente comporta altri tipi di sforzi creativi non indifferenti. Inoltre è proprio leggendo che si migliora la punteggiatura, si evitano gli errori ortografici e così via…

  • Lo ammetto: non capisco come si possa scrivere senza leggere. Nè capisco come possa venirti voglia di scrivere senza amare la lettura, nè capisco come si possa imparare a scrivere senza leggere. A me piace l’arte, mi piacciono i fumetti, la musica, i videogiochi, il cinema. Sono molto favorevole all’ibridazione tra media diversi, e anzi mi oppongo a chi sostiene che esistano media di serie A e di serie B.
    Però, soprattutto, penso che la scrittura si artigianato. Un falegname può ispirarsi ad un’opera d’arte o ad una musica, però, alla fine della fiera, deve avere i suoi strumenti da falegname, e saperli usare bene, benissimo, o tutte le sue brillanti idee prenderanno una forma abbozzata, grezza, ingenua…brutta, insomma.
    Credo che il punto non sia leggere tanto, ma scegliere i libri con cura e dedicarvi tutta la propria attenzione ed il proprio tempo. Per finire un libro impiego mesi, oppure anni, perchè scelgo solo libri che mi convincono in pieno, e ricavo una lezione di scrittura da ogni pagina 🙂

    • Ciao Francesca benvenuta!
      Il tuo ragionamento non fa una piega: senza lettura non si può cercare di avere dei risultati appaganti. Regole grammaticali e strumenti vari a parte, come dicevo anche a Gianluigi qui sopra, è giusto che l’ispirazione provenga da qualsiasi fonte, ma in assoluto la lettura dovrebbe riservare un posto determinante nella formazione di uno scrittore, o almeno io così credo…

  • Nel post consideri la lettura solamente come un mezzo di ispirazione, ma è ovvio che quando si dice che la lettura è fondamentale per scrivere si intende che sia necessario leggere le parole altrui per capire come usare le proprie. È una questione molto più empirica, pragmatica: espandere il vocabolario, migliorare la sintassi della costruzione della frase, ottimizzare il proprio stile.
    Ciò infatti non toglie che ognuno possa trarre isporazione da qualunque cosa.

    • Ciao Gianluigi benvenuto,
      ammetto che in questo post la provocazione è voluta. Leggendo alcuni blog di autori infatti è stato più volte evidenziato, come alcuni di questi scrivono libri, senza aver mai letto un libro. Viene infatti affermato come la lettura, sia pesante e bisognosa di tempo e per questo non redditizia in termini di ispirazione. È vero che ognuno può e deve essere ispirato da qualsiasi cosa, ma d’altro canto non sono proprio i libri ad ispirare le persone a scrivere?

  • A me pare impossibile scrivere senza leggere. Certo, siamo permeabili alle esperienze, al cinema, alle serie televisive che possono offrire spunti, idee. Ma alla fine mi pare inevitabile leggere in quantità industriali. La parola è un mezzo, e per piegarlo e impiegarlo al meglio è necessario misurarsi con gli altri autori.

    Che poi si riesca comunque a ottenere dei risultati, è ovvio, basta guardare cosa c’è in libreria: libri scritti senza aver mai posato gli occhi su libri altrui.

    • Anch’io sono dell’idea che la letteratura abbia un ruolo importante. Un esempio lo sono i bambini quando devono iniziare a scrivere i loro primi pensierini e temi; se non hanno la buona abitudine di leggere, troveranno numerose difficoltà nell’esprimersi.

      Tuttavia non credo che per fare buoni libri, sia strettamente necessario essere dei lettori seriali; in generale se uno legge centinaia di libri, non è detto che sia in grado di diventare anche un bravo scrittore. Purtroppo hai ragione, di fuffa in giro se ne trova davvero molta!

  • In realtà il ragionamento dovrebbe partire da altre basi. In genere: si legge molto e ci si appassiona così tanto alla lettura che poi, per una sorta di processo virtuoso, si finisce per voler contribuire diventando, o tentanto di divertarlo, scrittori. Nessuno si sveglia al mattino e dice: “ma sì vah, voglio fare lo scrittore!” Non funziona così. Pardon, non dovrebbe funzionare così. Scrivere perché si spera di fare il boom, scrivere perché piace l’idea di essere chiamati scrittori, scrivere perché non si hanno idee migliori per occupare il tempo: sono tutte motivazioni viziose. Scrivere perché si è lettori appassionati: è, invece, una motivazione virtuosa. Almeno, io la vedo così.

    • Scrivere per futili motivi non porterà assolutamente da nessuna parte. Anche perché scrivere è davvero impegnativo, e farlo con una certa costanza e ottenere risultati non è alla portata di tutti. Io scrivo perché mi piace, e soprattutto mi piacerebbe conoscere quello che gli altri pensano delle mie storie (quando prima o poi, troverò il coraggio di renderle pubbliche 😉 ).

  • Forse non per tutti sarà proprio necessario leggere, ma non riesco a immaginare come si possa non essere affascinati dalla lettura eppure avere voglia di scrivere storie. Magari saggistica o altri testi, questo sì, ma narrativa… io se non leggo abbastanza mi sento come se si bloccasse la circolazione delle idee. Poi, come dice MikiMoz, di letture ce ne sono tanti tipi, nessuno dei quali inutile. E’ tutto ottimo concime.

    • Sì, mi trovo d’accordo anch’io con le vostre deduzioni. Personalmente mi sono avvicinato al mondo della scrittura, proprio perché mi è sempre piaciuto leggere; probabilmente il “collegamento” non sarebbe avvenuto se mi fossi limitato a guardare la TV. Però ti assicuro che, in particolare negli USA, si possono leggere diversi autori che trovano la lettura faticosa e preferiscono dedicarsi al cinema o alla musica!

  • Io penso che spesso abbiamo i paraocchi sulla lettura.
    Il leggere è, nell’immaginario comune, sempre un libro di portata medio-alta.
    Ma leggere in realtà è molte cose, così come lo scrivere.
    Non mi fossilizzerei mai sulla scrittura intendendola solo come stesura di un racconto o romanzo.
    La scrittura è una sceneggiatura, la trama di un gioco fisico o meno, la gestione di una intervista, una recensione, ecc ecc…
    Di conseguenza ci sono molte cose da poter leggere, e da tutte queste si impara 🙂

    Moz-

    • Ciao Moz,
      in questo post ho volutamente estremizzato scrittura e lettura, lasciandole interagire intimamente con gli scrittori, al fine di capire se esse possono o devono essere messe strettamente in relazione tra loro, per favorire questa professione.

      Per quanto riguarda la lettura e la scrittura in senso più ampio, hai perfettamente ragione: più ce n’è e meglio è 😉

      • Beh, allora messa così… secondo me no, non è necessario leggere, perché alla fine conta l’inventiva e l’idea. Ma leggere sicuramente fornisce altri spunti nonché può aiutare ad affinare la tecnica o almeno ad ampliare il proprio spettro^^

        Moz-

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Copyright © 2014-2018 - Carlo Armanni owner Aspirante Scrittore | Cookie - Policy /Privacy