Blog multiuso per scrittori

Blog multiuso per scrittori

Al giorno d’oggi è pressoché impensabile per uno scrittore non avere un blog. Tuttavia è altrettanto fondamentale distinguere quale pubblico raggiungere con i tuoi contenuti. Con un interessante post, Francesca Sidoti ha posto in modo intelligente, quanto crudo questo problema, caratterizzando due diverse tipologie di blog: uno destinato ai lettori e un altro destinato agli scrittori.

 Pubblico differente, blog differenti

Partendo dal presupposto che un blog per lettori sia ovviamente differente da un blog per scrittori, voglio evidenziare alcuni aspetti chiave di entrambi.

Un blog per lettori dovrà avere un taglio più personale, con il quale presentarsi, condividere contenuti legati ai tuoi racconti e ai tuoi generi letterari, conquistando così potenziali acquirenti ai quali indirizzare le proprie proposte promozionali.

Un blog per scrittori invece sarà invece orientato al confronto con gli altri autori e sarà verosimilmente articolato sui temi della scrittura. Rappresenta quindi un ottimo metodo per conoscere altri autori e condividere esperienze e ricevere consigli.

Blog multiuso per scrittori

Il fattore tempo è comunque determinante per la definizione dell’audience: chi inizia a scrivere per prima cosa cercherà di frequentare altri scrittori, pertanto pubblicherà contenuti affini, richieste di aiuto o di collaborazione e quant’altro. Successivamente con il proseguimento della scrittura ed il passare del tempo, il blogger-scrittore, acquisirà padronanza dei propri mezzi e (si spera) terminerà il suo primo romanzo. In questa fase dovrà pertanto cercare un nuovo pubblico in grado di apprezzare il proprio lavoro; più banalmente, dei potenziali clienti.

 Costruiamo ponti…

Come giustamente fa notare Francesca, non è assolutamente facile gestire entrambe le “fazioni” ma non è nemmeno impossibile; ad esempio, si potrebbero realizzare ad hoc dei ponti di collegamento tra lettori e scrittori, per farli così interagire tra loro attraverso una sorta di mashup delle informazioni, in un blog multiuso.

Sì. D’accordo. Potrebbe essere un’idea molto valida, e sono proprio curioso di vedere come Francesca sul suo blog affronterà e gestirà questo nuova tipologia di approccio. Ci sono però alcuni contro: cercare di adattare lo stesso argomento, a diverse platee di utenti, comporta un inevitabile sforzo sia in termini di qualità che in termini di tempo. Ma non solo. Parlare a entrambe le tipologie di pubblico, di alcuni argomenti molto specifici, potrebbe risultare poco credibile con il rischio di disattendere le aspettative e annoiare il lettore/scrittore.

 Gestione separata

Per quanto mi riguarda, probabilmente affiancherò due blog completamente indipendenti, tuttavia in grado di autoalimentare a vicenda le proprie visite, evolvendo il concetto dei ponti tra lettori e scrittori: in questo caso infatti sarà molto più semplice gestire gli argomenti pertinenti, tramite un semplice link e senza alcuno sforzo aggiuntivo e compromessi rischiosi.

In questo caso, sarà quindi possibile fare pubblicità ai tuoi racconti, senza temere di infastidire altri scrittori e viceversa scrivere tutti i post che desideri sulla scrittura, senza annoiare i tuoi lettori.

Un’altra soluzione meno radicale, potrebbe essere quella di utilizzare un sottodominio dedicato a tale scopo: nel mio caso potrei aprire qualcosa tipo carlo.aspirantescrittore.it per il pubblico dei lettori, e lasciare aspirantescrittore.it per il pubblico degli scrittori. In ogni caso secondo me, la gestione separata dei blog, è il punto vincente della strategia.

Te invece, cosa ne pensi?

31 commenti

Cosa ne pensi
  • Se avessi un blog cercherei di “solleticare” il narcisismo di chi legge (è molto più diffuso di quanto non si pensi). Al giorno d’oggi sono più le voci che parlano che le orecchie disposte all’ascolto. Perché, quindi, non ottimizzare questa risorsa? Ci sarebbero vantaggi per tutti: i miei “portraits” (“ritratti”, in francese) sono proprio la descrizione delle persone più diverse e anche se non conosco la loro storia, spesso il modo di porsi, quello di vestirsi e tanti altri particolari che passano inosservati per gli altri, mi suggeriscono storie probabili su persone improbabili. Fai raccontare le storie della gente, sollecita le descrizioni e, secondo me, riuscirai ad ottenere la massima attenzione. E’ una mia impressione, non l’ho sperimentata e perciò ha i suoi limiti. Ciao!

  • Il mio blog è diventato un vero grattacapo. Voleva essere una palestra di scrittura, invece non lo è mai stato. A volte ci pubblico alcuni racconti, altre volte accenno qualcosa sulla mia scrittura. Ma di fatto non è mai diventato una buona vetrina, né per lettori, né per colleghi scrittori. Non mi ritengo assolutamente in grado di fornire consigli sulla scrittura, perché di fatto chi ne ha bisogno sono io. Lettori che cercano racconti di scrittori sconosciuti non ce ne sono molti. E così il mio blog langue, ma non mi decido a chiuderlo, certa che prima o poi gli troverò una via. Ma credo che sarà un blog multiuso.

    • Ciao Kinsy benvenuta,
      gli stessi tuoi problemi sono esattamente i miei stessi dubbi, in quanto non vorrei avere iniziato un percorso che in qualche modo possa generare confusione nel pubblico, o limitare i miei post. Come te, anch’io ho bisogno di consigli sulla scrittura, da parte di altri scrittori, quindi per il momento, ho deciso di rimanere concentrato sul pubblico di scrittori… tuttavia NON chiuderlo assolutamente!

      Più scrittori-blogger rappresentano una comunità virtuale molto importante, per tutti coloro che si affacciano in questo nuovo mondo, e anche uno solo può fare la differenza anche con un singolo post!

  • Un blog deve essere come un braccio in aiuto quando è necessario. Non deve fare per conto mio distinzioni di pubblico. Trovo il mio blog un ottimo sistema di allenamento e senza saperlo anche un investimento. Un blog non deve comunque ghettizzare

      • che deve evitare il formarsi delle cricche al suo interno e deve sempre evolvere. Il comportamento di un blogger deve sempre essere oggettivo verso i suoi lettori.

      • Ah ecco!
        Sì, concordo in pieno. È inutile e oltremodo svantaggioso creare dei circoli chiusi, è invece molto più interessante e soddisfacente aprire il blog a più tipologie di lettori possibili, anche se non è un compito facile.

        L’evoluzione è un’altra costante chiave, senza la quale, si rischia che il blog appassisca lentamente.

        Per quanto riguarda l’oggettività secondo me, dipende anche dagli ambiti di applicazione: se i tuoi lettori attendono una tua recensione non puoi essere oggettivo…

  • Ho scelto il blog unico, e sono convinta della scelta. L’ottica che sposo è quella del servizio, con l’autopromozione non assente, ma sullo sfondo. Chi apprezza il mio blog vedrà anche come scrivo e (forse) leggerà i racconti cui ho dedicato una pagina e/o si incuriosirà sui miei lavori pubblicati. Se mettessi in piedi un blog separato solo per autopromuovermi, a nessuno importerebbe, credo giustamente. Forse può funzionare quando si ha già un seguito, ma non prima, con la rete piena di racconti proposti dagli autori. Se poi volessi aggiungere un servizio di recensioni per rendere il blog più interessante, allora dovrei ridurre la lettura a una sorta di lavoro e impegnarci parecchio tempo, rubato anche alla scrittura. Per questo al momento vedo il blog quasi svincolato dalle vendite. Mi piace il contatto con le persone. Se mi aiuta a vendere, bene; se non lo fa, spero aiuti gli altri. E’ importante però creare il famoso ponte tra i due obiettivi. Nel post di questa settimana, per esempio, ci ho provato. 😉

    • Ciao Grazia,
      il ponte è assolutamente fondamentale e senza dubbio, il tuo post è un interessante esempio di come questo, possa essere costruito in maniera intelligente e propositiva. Un blog autonomo solo per l’autopromozione è improponibile lo condivido, forse una saggia fusione di contenuti è la via più equilibrata da seguire.

  • Due blog indipendenti? Significa doppio lavoro. Io ci penserei bene prima di procedere. Se vuoi raggiungere altri autori, commenta i loro post, se sono interessanti. Ma a mio parere rischi di caricarti di lavoro, e di disperdere energie.

    • Ciao Marco,
      in realtà la “diatriba” era nata inizialmente per raggiungere il pubblico dei lettori. Ad esempio questo blog è dedicato a un pubblico quasi esclusivo di autori, poiché questo è il mio attuale interesse. Ma se un domani avessi bisogno di contattare un’altra tipologia di pubblico… diciamo lettori per vendergli i miei prodotti? Tu cosa faresti… poi di marketing e vendite sei un esperto 😉

      • Sono solo un esperto di dubbi, e domande. Come nasce un contenuto “per lettori”? E uno “per scrittori”? Se il contenuto è di valore, va lontano e raggiunge un po’ tutti. Se scrivi un buon racconto, lo pubblichi sul blog “per lettori”, e sopra ci finisce uno scrittore, o un editor? Una volta che i tuoi contenuti sono in Rete, non sai mai chi raggiungerai. Non lo puoi fissare in precedenza, rinchiudere in una categoria. Questo blog: lo leggono solo scrittori? O sono più i lettori?

        A me pare uno spreco di risorse. Avrebbe forse più senso (ma non ne sono sicuro) un blog per il romanzo, però dovresti aprirne uno per ogni nuovo romanzo che pubblicherai. E siamo di nuovo allo “spreco di risorse”.

        • Già… una bella serie di dubbi. In realtà questo blog nasce con l’intento di arrivare in primis agli scrittori, in quanto attualmente è il “pubblico” che mi interessa e con il quale ho un’estrema necessità di interagire.

          In ogni caso, l’unica cosa certa è che se ai intende gestire 2 blog, il lavoro come minimo, inevitabilmente raddoppia!

  • Mi illudo, senza presunzione davvero, dopo 4 anni di blogghing, prima su blogspot. e poi con wordpress, di aver trovato il giusto equilibrio. Mi leggono lettori e scrittori, mamme e uomini, insomma, abbastanza mix, come mix sono i miei post, certo non tutti interessano a tutti, ma trovo che spesso lettori commentano post più sulla scrittura inaspettatamente e viceversa, Alla base credo ci sia una sorta di autenticità nel porsi che viene riconosciuta e apprezzata.

    • Ciao Sandra benvenuta,
      certo un equilibrio che perdura da anni può sicuramente aiutare ad aver più chiara la situazione. Inoltre è molto interessante quanto dici sui commenti dei lettori; immagino che la tua autenticità a questo punto, c’entri qualcosa 😉

  • Non ci avevo mai pensato, è una questione interessante. Mi viene da pensare: quanti blog per lettori frequento? Nessuno. Anzi, quelli che parlano troppo dei loro successi letterari prima o poi li faccio fuori (per noia, mica per invidia, che vai pensando?).
    Alcuni scrittori che conosco hanno optato per un sito statico che fa da contenitore per le loro opere, ma anche quello mi fa un po’ storcere il naso. Ti dirò, forse un blog solo per lettori ha senso se si è autori famosi, ma dubito che possa attirare nuovi acquirenti per i propri libri. Confido in una via di mezzo anche io…

    • Eh sì pensandoci bene,
      anche io non frequento alcun blog per lettori… anzi, forse l’unico che ci si avvicina è quello di Alessandro Girola; neanche a me piace l’idea del contenitore statico, che in termini pratici difficilmente porterebbe qualche giovamento. Anche la tua scelta dunque sta in mezzo… speriamo non diventi la mia ottava paranoia 😀

  • Gli scrittori sono anche lettori. Inoltre non ho idea di come debba essere fatto un blog per soli lettori. In italia esistono? Lettori senza ambizioni letterarie intendo. Sì, forse sì. Ad ogni modo preferisco continuare così, con il mio blog, dedicandogli il tempo che riesco e postando di tanto in tanto anche dei racconti. Come dice Bukowski: se sei destinato avverrà.

    • Ciao Salvatore,
      hai ragione gli scrittori sono anche lettori e probabilmente tra quelli più voraci. Sicuramente se uno è destinato… avverrà. Tuttavia se uno riuscisse a dargli una mano 😉

  • Sono per il blog unico: sarà perché ne leggo diversi tenuti da scrittori e non mi sembra che ci sia questa “settorialità” tra chi scrive e chi legge. Certo, gli uni e gli altri commentano i diversi post – che siano sulla scrittura, sullo stato dei work in progress, persino sulla musica, sul cinema, sulle recensioni – a seconda che interessino o meno, ma spesso si ritrovano anche a lasciare il proprio contributo allo stesso articolo.
    Quindi non so, non mi sembra sia granché utile tenere separati lettori e scrittori gestendo due blog.
    A meno di non destinare uno dei due a sito in cui pubblicare racconti o blog novel, ma solo per una questione di coerenza dei contenuti.
    Io continuerò a tenere solo Lost in… come blog su cui contare per farmi conoscere.
    Però, dopo aver letto il tuo post e quello di Francesca Sidoti, farò molto di più per cercare di coinvolgere anche chi legge 🙂

    • Ciao Sam,
      quello che sottolinei è vero. La maggior parte dei blog gestiti da scrittori non ha confini così netti trai il pubblico dei lettori e quello degli scrittori, tuttavia nessuno dei maggiori blogger di settore, ha mai dedicato un altro blog esclusivamente alla “coltivazione” dei lettori, quindi non ci sono dati empirici che possono aiutare.

      Inoltre secondo me, tali confini sono anche difficili da tracciare se si parla di una propria passione. Mi spiego meglio: a me piacciono i Coldplay, nel loro blog mi piacerebbe trovare sample musicali, magari delle versioni acustiche live inedite e cose simili. Tuttavia non sarei minimamente interessato a sapere quale tipo di mixer è migliore in sala prove, oppure quale microfono ha il minor riverbero e cose di questo tipo.

      Ci rivediamo da te il 31 😉

  • Secondo me si può gestire un unico blog con -rotandoli- approcci diversi.
    Che poi si mixano, generando anche simpatiche discussioni e fornendo punti di vista che non restano ancorati alla sottonicchia.

    Moz-

    • Ciao Moz,
      sì anche il tuo punto di vista è corretto. È anche vero che i contenuti del tuo blog, sono facilmente “rotabili”, grazie anche alle tue divertenti rubriche e intimamente collegate; tuttavia se dovessi iniziare a postare periodicamente dei saggi sulla scrittura, sarebbe (almeno credo) più difficile convogliare lo stesso numero di lettori, su quel tipo di post… o no?

      • Posso dirti che io, periodicamente, pubblico proprio dei racconti brevi. Bene o male hanno lo stesso bacino di utenza dei post più regolari… E almeno i miei lettori, così, sanno che scrivo anche qualcosa in termini di fiction^^

        Moz-

  • Ciao Carlo,
    io sto ancora gestendo il blog in modo giocoso, e non mi pongo questi problemi. Magari quando il mio romanzo sarà in uno stadio avanzato, inizierò a rifletterci con maggiore serietà.
    Cerco di far ruotare il più possibile gli argomenti ma, in generale, lo scopo stesso del blog attira sia lettori sia scrittori. Ho infatti deciso di raccontare la stesura del mio romanzo, come se si trattasse di un diario di bordo.
    Se in futuro cambierà la destinazione d’uso, adeguerò di conseguenza anche il target e i contenuti. Al momento, mi trovo bene così e sto ottenendo dei buoni risultati.

    • Ciao Chiara,
      quanto dici è assolutamente esatto. Pensandoci bene però, tutti i visitatori che saranno passati da quando hai aperto il blog, fino a quando avrai un romanzo concluso… che fine avranno fatto? Saremo in grado di recuperarli nel tempo?

      Ovviamente la rotazione degli articoli nel tuo caso risulta fondamentale, e sì se stai ottenendo buoni risultati, significa che hai centrato la “strategia”. Io invece che sono alle prime armi, trovo molto più interessante confrontarmi con voi scrittori navigati e trovare conforto, consigli e suggerimenti utili alla professione. Probabilmente se dovrò curare anche il mio pubblico, la mia scelta sarà quella di aprire un altro blog dedicato.

      • Grazie per avermi dato della “scrittrice navigata”: più tardi firmo l’assegno! 😀
        Il mio caso è particolare perché ho aperto il blog circa un anno prima l’ipotetica conclusione del romanzo (scadenza che, fra l’altro, non sono assolutamente sicura di poter rispettare) per cui non ho l’acqua alla gola e posso adottare di volta in volta piccoli accorgimenti che mi aiutano ad aumentare il numero dei lettori, ma senza alcuna fretta.
        Il consiglio che ti posso dare è di fare altrettanto: non dannarti troppo sulle strategie e punta sulla qualità dei contenuti che offri, come ho fatto io. Vedrai che i lettori arriveranno spontaneamente e, soprattutto, rimarranno. Avere scadenze fisse (nel mio caso lunedì o giovedì) aiuta a creare una routine di fruizione ed è utile anche a me, che ho bisogno di una certa disciplina 🙂

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