Serie a puntate oppure racconti auto-conclusivi: pro e contro

Giorni indietro mentre sfogliavo la libreria ebook in lingua inglese di Amazon, mi sono reso conto dell’impressionante offerta di racconti a puntate, proposti dagli autori d’oltreoceano.

Non mi ero mai reso conto della mole di ebook pubblicati che danno inizio a una saga, una serie o una collezione oppure semplicemente le proseguono. Cercando di analizzare il fenomeno, mi sono soffermato in particolare, su benefici e svantaggi di una tale pratica e devo dire che c’è davvero molto su cui curiosare.

 Serie a puntate: pro e contro

Per primi intendo approfondire i racconti che fanno parte di una serie: senza dubbio hanno chiari e immediati punti di forza, ma alla lunga potrebbero generare problematiche da non sottovalutare, poiché potrebbero inficiare l’intero progetto.

Chi si appresta a scrivere una serie di racconti, deve essenzialmente basare il proprio progetto sulla fidelizzazione dei lettori, il processo che permette alla serie di progredire naturalmente, fino al sopraggiungere di una conclusione. I racconti di una serie infatti si contraddistinguono da quelli indipendenti, poiché ogni racconto è in qualche modo legato al successivo e al precedente, secondo un filo conduttore che segue la trama principale.

In questa breve analisi voglio tuttavia soprassedere volutamente sulle saghe costituite da più libri o ebook, che possono essere considerati auto-conclusivi ma che tuttavia seguono comunque una trama che li lega tra loro secondo una pianificazione editoriale ben precisa, vedasi ad esempio (o meglio leggasi) gli otto libri di Harry Potter.

Fidelizzare un lettore quindi, presuppone che la storia sia avvincente e che si presti ad essere suddivisa in vari racconti, o ebook, in modo tale da poter “costringere” chi legge a tornare ad ogni nuova pubblicazione. Quindi è necessario strutturare e caratterizzare in maniera ottimale i vari personaggi e orchestrare sapientemente la trama. Quest’ultima, per quanto mi riguarda, deve essere ben chiara nella mente dello scrittore, che non può pensare di costruirla in itinere come spesso accade in racconti auto-conclusivi.

Per strutturare, organizzare e caratterizzare una serie di racconti, tuttavia è richiesta una notevole esperienza in ambiti che possono spaventare e allontanare lo scrittore alle prime armi.

Scrivere racconti auto-conclusivi oppure serie a puntate?

Ritornando alla storia, quest’ultima in particolare non deve essere prolissa e neppure troppo contorta poiché potrebbe far nascere il rischio di stancare se non addirittura annoiare il lettore, interrompendo bruscamente il rapporto con esso e determinando il fallimento del progetto.

D’altro canto avere una trama studiata e già pronta da suddividere, allo stesso tempo rassicura il lavoro dello scrittore che si appresta semplicemente a narrare il corso degli eventi, pubblicando a puntate la storia secondo una costruzione già ben delineata a monte.

Ma come ci si comporta se ad un certo punto ci siamo stufati della storia e vogliamo cambiare genere letterario, personaggio principale o se ci siamo accorti che stiamo mungendo la stessa vacca da troppo tempo? L’unica via percorribile in questo caso, credo sia quella di completare il ciclo narrativo per non perdere credibilità nei confronti di chi ci legge; tuttavia rimane da non sottovalutare la pericolosità della monotonia, che può compromettere la nostra vena creativa precludendo altri scenari e lasciandoci intrappolati da mondi che non vogliamo più popolare.

Benefici dalle serie a puntate:

  • immediata fidelizzazione dei lettori
  • incremento delle vendite successive
  • trama già nota e sviluppata
  • numero di pubblicazioni prestabilite
  • maggiore sicurezza nella narrazione

Criticità:

  • trama forte e ben costruita
  • personaggi ben caratterizzati
  • maggiore esperienza necessaria
  • monotonia del genere letterario
  • annoiare i lettori
  • successivi racconti destinati ad un pubblico già delineato
 Racconti auto-conclusivi

Passiamo invece ad affrontare il rovescio della medaglia, analizzando quindi quei racconti che hanno un inizio, uno svolgimento e una fine; il tutto in un unico libro o ebook che dir si voglia.

In questo caso tutto sembra più facile e meno farraginoso. C’è una storia, una trama, ci sono i protagonisti, gli antagonisti e gli eventi che si susseguono e alla fine tutto si conclude in un modo o nell’altro. Anche se scrivere un libro non è affatto facile, sicuramente risulterà più semplice che scrivere un’intera serie di libri.

Scrivere un romanzo auto-conclusivo comporta interessanti spunti creativi per lo scrittore: prima di tutto è libero di scegliere ogni volta una trama diversa, un genere letterario differente, il che comporta una maggiore flessibilità operativa che può assecondare la vena creativa di chi scrive, adattandosi anche in corso d’opera a una differente idea nata secondariamente, durante il percorso narrativo.

Vantaggi e svantaggi racconti a puntate o auto-conclusivi

Inoltre poter contare su una più vasta scelta di generi, permette indirettamente di ampliare la platea di potenziali lettori che sarà possibile andare a conquistare. Tuttavia al saltellare da un genere all’altro, si presume corrisponda una connaturata padronanza degli stessi, che in qualche modo deve essere trasmessa a chi legge, altrimenti c’è il rischio di perdere credibilità. Un po’ come se J. K. Rowling l’ideatrice di Harry Potter, d’un tratto si mettesse a scrivere dei libri su ricette vegane o Stephen King dei romanzetti rosa.

Un più ampio pubblico proveniente da diversi generi tuttavia, di fatto rende anche imprevedibili se non casuali, le vendite dei racconti futuri in quanto frutto di un numero enorme di variabili non legate al successo del racconto stesso. Sarà quindi più difficile creare e soprattutto mantenere un pubblico fidelizzato quando si tratta generi non omogenei tra loro, in quanto si corre il rischio di essere visto come uno scrittore che ancora non ha deciso cosa farà da grande.

Vantaggi di un libro auto-conclusivo:

  • scelta del genere letterario
  • maggiore libertà nello svolgimento della trama
  • più ampio pubblico di lettori raggiungibile
  • approccio più semplice per un aspirante scrittore

Contro:

  • fidelizzazione dei lettori più lenta e meno diretta
  • vendite successive imponderabili
  • rischio di trasmettere instabilità letteraria
Conclusioni

Lungi da me in conclusione, suggerire o demonizzare serie o racconti indipendenti, d’altro canto invece credo che la scelta di un simile approccio non sia mai priva di uno studio ben ponderato sui numerosi aspetti, che possono portare al fallimento di un progetto o decretarne il successo.

A questo punto ti lascio la parola; sono proprio curioso di sapere cosa ne pensi.

2 commenti

Cosa ne pensi
  • Ciao Carlo, a parte il fatto che amerei tantissimo leggere un romanzo rosa scritto da Stephen King;
    anche se sarebbe un azzardo, io tifo per gli autoconclusivi.
    Capisco che il rischio è molto alto: non avere uno stuolo di fedeli lettori, vendite indeterminabili e la destabilizzazione del lettore stesso.
    Ammiro questi scrittori che sanno raccontare storie in sette/otto libroni; io però, non sono per le saghe, le serie e nemmeno per le collezioni.
    Inizio, svlolgimento, fine. Facile, diretto, preciso, perfetto!
    Questo è solo il mio punto di vista ovviamente; non prenderlo per oro colato.
    Buona giornata.

    • Ciao Francesca,
      anche io personalmente la vedo un po’ come te… inizio, svolgimento e finale mi sembra la formula perfetta, ma probabilmente sarà un mio limite; gestire serie a puntate è sicuramente più impegnativo, ma alla lunga penso possa dare enormi soddisfazioni!

      A presto!

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